Richard Abou Zaki: il coraggio di cambiare sta nella resilienza


Neanche trentenne (è un classe 1996), Richard Abou Zaki, chef del ristorante Retroscena di Porto San Giorgio, incarna una cucina italianissima dove la tradizione marchigiana diventa tavola sperimentale di modernità. Nato in Romania ma cresciuto in Italia tra i fornelli (per necessità e passione), ha fatto della cucina il suo destino fin da bambino. «Il coraggio di cambiare – dice – è quello che ti fa sbagliare, rischiare e crescere. Ma serve anche il coraggio di restare». Un insegnamento ricevuto da Massimo Bottura, del quale è allievo. Una volta gli ha detto: «Impara a mettere radici al terreno, perché nella tempesta devi saper restare». Con Retroscena, Richard racconta la sua identità in divenire, dove il protagonista del piatto non è lo storytelling ma la capacità di trasmettere gusto, ricordo, emozione. Come il Risotto cotto nell’estratto di oliva tenera ascolana, brodo di rombo e ricciola dell’Adriatico con finocchietto selvatico: un piatto che ci porta idealmente in frantoio e che racconta il territorio con profondità.
Richard, con solo sette tavoli e un flusso di oltre mille clienti all’anno, dimostra che il fine dining non è morto: è solo cambiato. Come lui. 

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