«Sono nato da una contaminazione di culture, fa parte del mio dna, e questo per me è un valore aggiunto. Per offrire una cucina identitaria bisogna guardarsi dentro e dare ciò che si è».
Spiega così a FoodExp Roy Caceres, chef visionario e curioso; ha costruito una cucina che riflette perfettamente la sua storia: contaminata e sempre in evoluzione. Un viaggio lungo una vita, da Bogotá a Roma, passando per il Messico, con radici siriane e spagnole nel piatto. Nella capitale ha dato vita a Orma, ristorante-laboratorio che è diventata la sua casa ideale.
Orma significa “impronta” e insieme rappresenta l’anagramma di Roma, città che ha accolto Caceres e che oggi, tra flussi turistici altalenanti, si confronta con una ristorazione sempre più internazionale. Con la sua squadra giovane e motivata, lo chef crea piatti che raccontano storie e viaggi; come Acido, fresco, al dente, un antipasto di pasta che sfida le logiche tradizionali: è una ceviche con succo di mais pignoletto e semi di coriandolo tostato, con gli spaghetti che – grazie alla retrogradazione degli amidi – prendono il posto del pesce. Al dente e vegano: diventa manifesto di una provocazione futurista attraverso una proposta fredda che guarda al Giappone, parla colombiano e pensa italiano.